Guardato Personal Trainer
Sono un Personal Trainer, specializzato nella preparazione di programmi di allenamento, basati sulla valutazione della composizione corporea.
Francesco Guardato
Chinesiologo · Laurea Magistrale in Nutrizione Umana
Creatore del Guardato Method®
📌 Allenamento personalizzato
📌 Special focus: gambe, microcircolo, postura
📌 Approccio multidisciplinare (team con nutrizioniste e specialisti)
24/08/2026
Mangiare meglio o allenarsi: cosa conta davvero per dimagrire?
La verità è che non esiste una risposta uguale per tutti. Prima bisogna capire cosa significa per te “dimagrire”: perdere semplicemente peso oppure ridurre il grasso, migliorare la composizione corporea e sentirti meglio nel tuo corpo?
Ognuno ha la propria piramide: c’è chi riesce ad allenarsi di più, chi preferisce curare maggiormente l’alimentazione, chi ha poco tempo e chi parte dopo anni di inattività.
Il percorso migliore non è quello perfetto sulla carta, ma quello che riesci a integrare nella tua quotidianità senza trasformarlo in un’ulteriore fonte di stress.
Perché alimentazione e allenamento dovrebbero migliorare la tua vita, non complicarla.
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22/08/2026
Fare sport è importantissimo.
Ma fare sport non significa automaticamente sviluppare tutte le capacità motorie.
Un bambino può allenarsi 2-3-4 volte a settimana nel suo sport e migliorare tantissimo nei gesti specifici di quella disciplina. Però forza, equilibrio, coordinazione, rapidità, controllo del corpo e capacità di adattarsi a movimenti diversi hanno bisogno anche di stimoli più ampi.
Ed è qui che entra in gioco il lavoro motorio complementare.
Non significa “far fare palestra ai bambini” e nemmeno sostituire calcio, basket, volley, tennis o qualsiasi altro sport. Significa costruire una base più completa, rispettando età, sviluppo e livello del ragazzo.
Una base motoria migliore può tradursi in movimenti più efficienti, maggiore controllo, più sicurezza e, nel tempo, anche una migliore capacità di esprimersi nel proprio sport.
La parte importante, però, è sempre la stessa: non esiste un programma uguale per tutti. Prima bisogna capire quali capacità sono già ben sviluppate e quali invece meritano più attenzione.
Per questo il lavoro aggiuntivo ha senso solo se è realmente personalizzato e coerente con la crescita del ragazzo.
Se vuoi capire su quali aspetti potrebbe lavorare tuo figlio, scrivimi e possiamo fissare una valutazione.
20/08/2026
Il famoso “cuscinetto sopra il ginocchio”
sembra una cosa semplicissima… ma non sempre lo è.
Nella maggior parte dei casi può esserci una componente di tessuto adiposo sottocutaneo, ma l’aspetto della zona dipende anche dalla struttura della pelle e del tessuto connettivo, dalla distribuzione individuale del grasso e, in alcuni casi, da fattori legati alla microcircolazione. Con l’età, inoltre, cambiano progressivamente collagene, fibre elastiche e caratteristiche meccaniche della cute.
Per questo allenare ossessivamente “proprio lì” non è una formula magica. Allenare bene il quadricipite può certamente migliorare tono, volume muscolare e contorno della gamba, ma non possiamo promettere che un determinato esercizio faccia sparire selettivamente il grasso sopra il ginocchio.
E soprattutto non è detto che quello che vediamo sia sempre la stessa cosa.
Grasso sottocutaneo, lassità cutanea, caratteristiche del connettivo e componente microcircolatoria possono contribuire in misura diversa all’aspetto finale. Anche fenomeni come la cellulite sono considerati multifattoriali e coinvolgono, tra le altre cose, architettura del tessuto connettivo, tessuto adiposo e alterazioni microvascolari.
Ed è qui che diffido un po’ dei classici:
“Anche tu hai questo problema? Scrivimi che lo risolviamo!” 😅
Quando si parla di anatomia, fisiologia, tessuto adiposo, cute e microcircolo, la parola “risolvere” la eliminerei quasi dal dizionario.
Migliorare? Assolutamente sì.
Ma prima bisogna capire che cosa stiamo realmente cercando di migliorare.
Perché due ginocchia apparentemente simili possono avere alla base situazioni completamente diverse… e quindi richiedere strategie diverse.
Occhio quindi alle promesse troppo facili e alle soluzioni miracolose viste sui social.
Se vuoi capire meglio qual è il tuo caso, scrivimi e possiamo fissare una valutazione in studio
I PESI BLOCCANO DAVVERO LA CRESCITA?
No, se l’allenamento della forza è progettato bene, adattato al ragazzo e supervisionato.
Questo però non significa che bambini e adolescenti debbano allenarsi come piccoli adulti.
Il vero problema nasce quando un ragazzo:
usa carichi che non controlla, copia schede pensate per adulti, cerca continuamente il cedimento o viene lasciato senza una guida competente.
Pesi, macchine, elastici e corpo libero possono essere strumenti utili anche durante la crescita. Devono però essere scelti considerando maturazione, esperienza, sport praticato e capacità di eseguire correttamente il movimento.
La sala pesi può aiutare a sviluppare:
✅ forza
✅ coordinazione
✅ controllo del corpo
✅ capacità utili nello sport
✅ un lavoro più completo anche sulla postura
Non deve sostituire il gioco, lo sport e il movimento.
Deve completarli.
Perché il peso giusto non è quello che un ragazzo riesce semplicemente a spostare.
È quello che riesce a controllare.
La preoccupazione dei genitori è comprensibile: se un giovane si allena male, il rischio di farsi male esiste davvero.
Ma il problema non è il peso.
È come viene utilizzato.
Da settembre inizierò in palestra un percorso specifico dedicato a bambini e ragazzi, organizzato in base alle differenti età e caratteristiche.
📩 Scrivimi per ricevere informazioni o per capire se può essere adatto anche a tuo figlio o tua figlia.
Dott. Francesco Guardato
Kinesiologo · Dottore in Nutrizione · Personal Trainer · Docente di Motoria
Fonti principali: American Academy of Pediatrics, NSCA, linee guida OMS e letteratura scientifica sull’allenamento della forza in età evolutiva.
Qual è l’allenamento perfetto per te?
La verità è che posso dirtelo solo dopo averti fatto le domande giuste.
Le gambe che hai visto nel video sono tutte diverse.
Diversa è la storia, diverso il punto di partenza, diversi gli obiettivi e diversa deve essere anche la strategia.
Per questo non utilizzo un programma uguale per tutte.
A volte serve partire dal piede e dalla qualità del movimento.
A volte dal Pilates.
A volte dalla forza, dai glutei, dal cardio o dal recupero.
Gli strumenti possono essere tutti utili.
Da soli, però, non bastano.
Il mio lavoro è capire quale utilizzare, in quale momento e con quale priorità, costruendo un percorso che possa cambiare insieme alla persona.
Prima della scheda viene la persona.
Vuoi capire qual è davvero il tuo punto di partenza?
Scrivimi e raccontami il tuo obiettivo 🎯
Prima del corpo, c’è la persona.
Non esiste un punto di partenza uguale per tutti.
Allenamento, alimentazione, obiettivi e strategie devono essere adattati alla persona e alla fase della vita che sta attraversando.
I risultati arrivano quando impariamo prima di tutto a capire da dove partiamo davvero.
Poi, nel tempo, un professionista modifica il percorso, ascolta, osserva e continua a chiedere:
“Come stai?”
“Come va?”
Perché prima del corpo viene la persona.
Uomo o donna che sia. 😊
Ogni percorso inizia da una domanda, non da una scheda.
Se vuoi scoprire qual è il tuo vero punto di partenza, scrivimi.
Tuo figlio quanto si muove davvero?
Prima ancora di chiederci come si muove, dovremmo partire da una domanda più semplice:
quanto tempo effettivo dedica al movimento durante la settimana?
Facciamo un esempio senza prendere proprio i numeri come verità assoluta…
Ci avete mai pensato?
Una settimana ha circa 10.000 minuti.
Tre allenamenti da un’ora sono 180 minuti.
Ma il corpo non “vive” solo in quei 180 minuti: vive anche a scuola, nel tempo seduto, nel gioco libero, nelle camminate, nella postura, nelle abitudini quotidiane e in tutto ciò che fa — o non fa — durante la giornata.
Da lì possiamo poi contestualizzare tutto: sport, gioco libero, scuola, postura, coordinazione, tempo sedentario e attività quotidiana.
Perché il punto non è generalizzare, ma avere una visione più ampia e capire di cosa ha realmente bisogno quel bambino o quel ragazzo.
E questo, in fondo, vale anche per noi adulti.
Quanti minuti vi muovete davvero durante la settimana?
Quanto andate in palestra?
E quello che fate è davvero adatto a voi, al vostro corpo e al vostro momento?
Un breve estratto della mia conferenza sui Giovani Atleti in Salute.
L’audio purtroppo non è pulitissimo, ma il concetto per me è importante:
prima di parlare di prestazione, dobbiamo tornare a parlare di movimento.
Il prossimo anno ci saranno novità anche per bambini e ragazzi, e pubblicherò contenuti dedicati al movimento, alla postura, alla coordinazione e alla crescita.
Tu ci hai mai pensato davvero?
Quanto ti muovi tu?
E tuo figlio quanto si muove davvero?
CAMMINARE IN ACQUA: LA TUA “CALZA” NATURALE ESTIVA? 🌊
Vi ricordate il post sulla calza elastocompressiva? Andatelo a vedere!
Ecco la versione estiva. 😊
Camminare in acqua non è uguale a indossare una calza graduata, perché sono due cose diverse.
La calza esercita una compressione graduata e specifica.
L’acqua, invece, agisce attraverso la pressione idrostatica: più sei immersa, più l’acqua esercita una pressione sulle gambe, aiutando il ritorno venoso e linfatico.
Se poi cammini, aggiungi anche il lavoro della p***a muscolare.
Risultato?
I liquidi si muovono meglio, la sensazione di gambe pesanti può ridursi e puoi percepire più leggerezza.
Come farlo?
⏱️ 20–30 minuti
🌊 acqua almeno fino alla vita
📅 3–4 volte a settimana
☀️ meglio mattina presto o tardo pomeriggio
Due attenzioni importanti:
1️⃣ evita le ore più calde, soprattutto se hai capillari fragili o gambe molto gonfie;
2️⃣ attenzione alla sabbia troppo cedevole: se hai caviglie instabili, meglio un fondo più compatto.
Non è una terapia e non sostituisce una calza prescritta o un percorso medico quando necessario.
Ma in estate può essere una strategia semplice, intelligente e molto utile per chi soffre di gambe pesanti, gonfiore o ristagno.
Settembre porterà novità anche per l’allenamento online. 👀
Se hai gambe pesanti, gonfiore o capillari evidenti, scrivimi in DM e raccontami la tua situazione.
🎯 Fortuna e casualità fanno parte del gioco. E i bambini dovrebbero impararlo presto.
Oggi abbiamo svolto un’attività semplice: lanciare una pallina e cercare di centrare dei bersagli con punteggi diversi.
Dietro questo gioco si nasconde però un messaggio importante.
Nello sport contano l’impegno, l’allenamento e la bravura. Ma esistono anche la fortuna e la casualità: una pallina che rimbalza in modo imprevisto, una giornata storta, una condizione che non possiamo controllare.
Insegnare questo ai bambini significa aiutarli a capire che non sempre una vittoria dipende solo dalle proprie capacità e non sempre una sconfitta è colpa loro.
Significa imparare a dare il massimo, accettando che una piccola parte del risultato possa dipendere anche da fattori esterni.
Come dice Match Point:
“La palla colpisce il nastro e, per un istante, può andare di qua o di là. Con un po’ di fortuna vinci. Oppure perdi.”
💙 Il nostro compito non è controllare tutto. È imparare a giocare al meglio delle nostre possibilità.
Oggi tocca anche ad Arianna 😄
👀
Come cammina?
Come appoggia i piedi?
Come si muove quando è concentrata?
Sono piccole cose che spesso non guardiamo, ma che raccontano tanto sul modo in cui un bambino vive il proprio corpo.
Tu hai mai osservato tuo figlio anche nei movimenti di tutti i giorni?
Martedì 19 maggio, ore 18:30, alla Scuola Primaria G. Rodari, parleremo anche di questo.
Giovani Atleti in Salute
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