Gruppo Giovani LGBT+ Ferrara
Pagina ufficiale del Gruppo Giovani LGBT+ Ferrara
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30/04/2022
25/02/2021
Oggi parliamo di "Ragazzo, uomo e Nemo" di Damiano Dario Ghiglioni amministratore della pagina instagram
Trama:
Ragazzo prende la sua valigia rossa e parte per un viaggio lasciandosi il passato alle spalle, parte perchè vuole essere sè stesso, vivere la sua omosessualità alla luce del sole, parte sicuro di arrivare da un uomo con cui avrebbe vissuto ma le cose non vanno come previsto, il viaggio dura molto di più e non è solo un viaggio per il mondo ma è anche e soprattutto un viaggio alla scoperta di sè e della vita.
Considerazioni:
Il libro si legge velocemente ma attenzione a non farlo superficialmente, non è una lettura lineare ma con svariati salti temporali e di prospettiva. La tematica gay è senz'altro alla base del romanzo ed è presente come una specie di sottofondo per tutto il libro, è scritto bene e anche per questo la lettura risulta piacevole.
Punti forti: Linguaggio utilizzato e introspezione
Punti deboli: A tratti confusione per via dei "cambiamenti temporali/prospettivi" e (a mio parere) la facilità con la quale Eric/ragazzo incontra nel suo viaggio ragazzi/uomini gay con i quali nasce qualcosa, l'ho trovata un po' inverosimile per i contesti.
Voto: ⭐⭐⭐/5
Da questa richiesta di collaborazione, arrivata ad un* nostr* "associat*", ci è balenata in testa un'ideauccia... STAY TUNED!!
Se non lo fate ancora seguiteci su Instagram
16/06/2020
"Luci ed ombre nella comunità lgbt+"
Il linea con la nostra ultima abbiamo coinvolto la nostra attivista Diletta per riuscire ad esprimere al meglio le discriminazioni e gli stereotipi presenti nella stessa comunità.
Vi rimandiamo alla nostra ultima rubrica per approfondire l'argomento.
E se volete supportare l'illustratrice seguite la sua pagina instagram dedicata:
Vi lasciamo due versioni, voi quale preferite? Quella a figura intera o quella con solo i volti?
***an
10/06/2020
"Sotto l'espressione offensiva "ch**ca isterica" vengono racchiusi dei comportamenti, tipicamente considerati femminili, attribuiti a una persona di genere maschile.
Bisogna partire dal presupposto che non ci dovrebbe essere NIENTE di svilente nell'avere una caratteristica femminile: a loro volta, le caratteristiche considerate femminili in realtà potrebbero appartenere in varia misura a tutti, indipendentemente dal genere, se negli uomini non venissero sistematicamente represse; lo stesso vale per quelle considerate tipicamente maschili. Tutto dipende dall'INDOLE del singolo individuo.
Sugli uomini etero, più che quelli lgbt, grava un INNATURALE modello di comportamento che si realizza nel mito dell'uomo virile, e che, se non pienamente corrisposto, genera disagi e senso e di inadeguatezza.
Bisogna che gli uomini - etero e gay- si riapproprino del tipo di sensibilità che più appartiene al loro carattere, e non la reprimano a prescindere considerandola una debolezza: piangere e sfogarsi sono infatti attività PSICOLOGICAMENTE INDISPENSABILI, come lo sono molti altri tipi di manifestazioni della propria interiorità che, se represse, possono spesso portare a comportamenti violenti."
Continuano i pannelli della nostra mostra legandoci, come di consueto, ad una puntata della Gaia Rubrica da seguire sia qui che su instagram
08/06/2020
Sabato 6 Giugno eravamo a manifestare nella piazza centrale di Ferrara accanto al movimento ormai mondiale che è partito dalla morte di in America.
Combattiamo assieme contro le discriminazioni il razzismo!
Un piccolo assaggio della manifestazione, arriveranno presto altre foto 📸✊🏿✊🏻✊🏾
04/06/2020
LUCI ED OMBRE DELLA COMUNITÁ LGBT+ parte 1
Le discriminazioni sono forme di odio ed ostilità che, nei confronti di diverse categorie sociali possono influenzarne le caratteristiche interne e veicolare comportamenti scorretti tra gli stessi membri del movimento. Un caso eclatante è proprio quello della comunità LGBT+, nella quale si riscontrano stereotipi, assimilati come norme imposte, sui quali viene costruita la propria presentazione fisica e propensione verso l’esterno.
Nonostante la continua lotta allo stereotipo ed all’eteronormatività, uniti all’accettazione delle differenze che ci rendono unici, l’errore di omologarsi a modelli predefiniti ancora viene commesso, chi consciamente chi non, ma il più delle volte con la stessa intenzione talvolta giustificabile: l’inclusione. Dunque, è possibile sentirsi diversi ed esclusi nella propria comunità ? Assolutamente sì ed è proprio per questa ragione che certi comportamenti vengono reiterati dagli stessi che li condannano, sconfinando in una miscela d’ipocrisia ed omertà, difatti la suddetta comunità combatte le discriminazioni e risulta capace di fomentarle silenziosamente al suo interno.
Citando alcuni esempi che costellano il panorama omosessuale, nel caso specifico del lesbismo è apparente la pressione sociale e le deduzioni che si traggono dalla semplice apparenza estetica: i binomi mascolina-attiva e femminile-passiva (o più arrogantemente suddivise in alpha e beta) sono da tempo radicati nella concezione dell’essere una donna cisgender lesbica, ma che non sono attestati da dati scientifici, tanto meno a livello statistico. Purtroppo, chi per divertimento chi per scherno utilizza tutt’ora questa distinzione che inevitabilmente viene percepita dall’esterno come la normalità e in questo modo, anche gli alleati o simpatizzanti della causa si sentono autorizzati a condividere questa fantasia, rendendola più reale di quanto non sia.
Allo stesso modo, gli uomini cisgender omosessuali non possono di certo tirarsi indietro quando si tratta di discriminazioni e modelli precostruiti, in particolare spiccano le propensioni individuali delineate dalla promiscuità e dall’effemminatezza. Il primo macigno di cui si fa carico la comunità gay maschile ha radici storiche molto lontane ma che solo negli ultimi decenni ha portato scalpore, etichettando e limitando le esperienze sessuali dei soggetti presi in considerazione. Individui che si sentono liberi di vivere la propria sessualità come meglio credono, liberi dalla moralità cristiana sociale, esistono e sostengono la causa della liberazione dei corpi dai vincoli della società, ma in concomitanza persiste la differenziazione tra uomini gay monogami, classificati come individui seri, maturi ed un “buon esempio” da seguire e quelli promiscui come reietti pervertiti da allontanare e nascondere agli occhi dell’opinione pubblica.
Due stigma che vivono e persistono in entrambi i casi sono la bisessualità e la transessualità: sia a livello femminile che maschile, il cambio di genere non sempre è visto di buon occhio e anzi vede spesso questa categoria oscurata per paura di confondere l’idea semplificata della realtà degli esterni, annullando ogni sforzo di accettazione delle diversità; a maggior ragione in ambito femminista(non intersezionale appunto), le donne trans sono vista come “uomini che hanno abbandonato il loro privilegio in quanto tali” e dunque non hanno il diritto di accedere al movimento che lotta per la parità dei due generi, non avendo vissuto le discriminazioni o soprusi delle donne “attestate”. La bisessualità, al contempo, è oggetto di scherno e di un’ invalidazione, in quanto tutt’ora dichiarata come una fase preventiva alla scelta dell’orientamento più integralista e definitivo, nonché l’omosessualità, escludendo a priori l’esistenza di una doppia propensione verso i generi esistenti.
Ogni categoria sociale, movimento o associazione costituiti da esseri umani, coi loro pregi e difetti presuppongono l’esistenza di tratti peculiari positivi e negativi, i quali sono da mettere in luce ed eventualmente denunciare, per il bene della comunità in sé e degli obiettivi comuni che si vogliono raggiungere. Descrivere la comunità LGBT+ come un luogo astratto privo di discriminazione interna, modelli stereotipati, atteggiamenti tossici e così via sarebbe disonesto e scorretto nei confronti degli individui che ne fanno parte e che ne vivono le conseguenze, perciò è moralmente obbligatorio occuparsene e tentare di appianare le divergenze coi propri strumenti, anche se limitati.
27/05/2020
'Innanzitutto occorre chiarire che essere gay non significa essere carenti in qualche sorta di UMANA DECENZA. Molto spesso anzi le persone omosessuali hanno paura di essere considerate pervertite e fanno di tutto per tenersi in disparte in certe situazioni.
L'origine di questa paura, per lo più infondata, sta nel fatto che attualmente viviamo in una realtà in cui questo tipo di molestie È LA NORMALITÀ, quando perpetrate da un uomo ei confronti di una donna: GLI UOMINI CIOÈ HANNO PAURA CHE UN ALTRO UOMO FACCIA A LORO CIÒ CHE LORO FAREBBERO A UNA DONNA.
Se siete scettici, provate a pensare a cosa succederebbe se uomini e donne condividessero lo spogliatoio.
Tutti dovrebbero saper controllare i propri istinti, le MOLESTIE -anche quelle verbali- non sono gradite a nessuno.
Avituare le donne a MINIMIZZARE e a considerarle come "complimenti" è deleterio e alimenta un SISTEMA DI VIOLENZA molta più complesso; non accettare gli abusi invece, anche quelli più piccoli, aiuta a smantellarlo definitivamente.'
Questa settimana vi proponiamo un altro pannello della nostra mostra "E va bene così"
25/05/2020
Nella nostra live su "Come abbattere i ruoli di genere" è stato chiesto alla nostra intervistata Cecilia Bucci di darci alcuni consigli di lettura sul femminismo. Lei ci ha risposto con questo interessante scorcio della sua libreria.
E per i non addetti ai lavori ecco una :
- "Dovremmo essere tutti femministi" di Chimamanda Ngozi Adichie
- "Parità in pillole" di Irene Facheris
- "Diventare uomini" di Lorenzo Gasparrini
- "Libere tutte" di Cecilia d'Elia
- "Gli uomini mi spiegano le cose" di Rebecca Solnit
20/05/2020
Questione affettiva nelle coppie omosessuali: carica eversiva e rivoluzionaria
Abbiamo pensato di continuare, sulla linea delle precedenti parte 1 e 2, una terza parte, questa volta dal carattere più politico e anche sfidante a mettere in discussione i ruoli di genere, rendendo ancora più chiara la nostra posizione e il nostro impegno politico nella lotta che portiamo avanti!
Esiste una gerarchia di valori, ruoli e stereotipi dove quelli associati al genere maschile sono positivi, mentre allo stesso tempo viene attuato un processo di svalutazione di quelli riconosciuti come femminili, risultato dell’appannaggio dello stereotipo stesso.
C’è bisogno di una rivoluzione e rivalutazione di queste qualità in quanto
per essere esseri umani completi, bisogna attingere da entrambe le categorie a seconda della propria indole personale: una persona può essere sia sensibile, sia assertiva; sia empatica, sia razionale; sia amorevole, sia indipendente.
Queste caratteristiche formano un semplice “decent human being”, per questo è necessario uscire da questa considerazione del femminile come degradante al fine di rivalutarlo, affinché sia chi si identifica come uomo o come donna possa riappropriarsi di caratteristiche che sono semplicemente umane
All’interno del mito della complementarietà, tipico del modello eterosessuale, l’amore romantico enfatizza la divisione dei ruoli nella coppia, perché uomo e donna, secondo la narrazione dei ruoli di genere, sarebbero intrinsecamente diversi e opposti.
“Women are from venus, men from mars” e ad ognuno spetta dividersi i compiti secondo le proprie “attitudini naturali”, come sostentare economicamente la famiglia per gli uomini e la cura della prole per le donne.
Nonostante la tradizione, questo paradigma è tossico perché trasforma la coppia in un mero rapporto di dipendenza e simbiosi a discapito delle libertà e indipendenze individuali.
Ma qual è il punto di unione tra questo paradigma e la comunità LGBT?
Questo complesso della complementarietà si è insediato nelle coppie omosessuali e ha influenzato gli individui a riprodurre gli atteggiamenti tossici dati dall'eteronormatività sfociando nella “cultura della rispettabilità”: all’interno della comunità si tendono a riprodurre i valori della società dominante, dunque diffidenza e disprezzo verso coloro che sono meno conformi alle norme, per scelta o necessità. “Siete troppo strani, date una cattiva immagine di noi, non fate parte della comunità (se non fosse per “voi”, gli etero/cis ci rispetterebbero)”.
I target di questo atteggiamento tendono a essere le persone non binary, asessuali, bisessuali, pansessuali, poliamorose, kinky, s*x workers, le persone q***r con una visibilità o uno stile di vita “visibilmente insoliti”. Difatti, appartenere ad una categoria discriminata/un asse di discriminazione non significa automaticamente essere incapaci di commettere discriminazione a propria volta, in particolar modo nel momento in cui si cerca di avvicinarsi ad un modello comportamentale largamente diffuso ma ricolmo di contraddizioni, pregiudizi e dislivelli al fine di poter essere uniformati. Dunque la vera domanda dovrebbe essere: “Perché essere uniformati e validati da una cultura instabile?”, ed è qui che risiede la carica sovversiva della comunità LGBT che dovrebbe tendere alla decostruzione ed abbattimento dei ruoli di genere, del patriarcato, delle “norme sociali” che fino ad ora hanno permesso l’instaurarsi di un modello tossico per tutti, eterosessuali compresi, vittime del loro stesso pensiero. Concludendo, sarebbe auspicabile concepirsi come esseri completi, indipendenti, capaci di fare le cose da soli, senza pensarsi come difettosi in assenza di un/una partner, perché distanti dal ruolo di genere imposto o per un ideale in contrasto con la moltitudine.
17/05/2020
Oggi 17 Maggio è la giornata mondiale contro l'omo-bi-transfobia. Quest'anno non possiamo essere tutt* inisieme nella nostra casa in via Ripagrande 12 ma dobbiamo sempre essere liber* di essere noi stess* e per farlo dobbiamo continuare a ricordare il passato e a lottare per un futuro sempre migliore. Quest'anno più del solito dobbiamo restare uniti anche se distanti e pretendere una legge che tuteli tutt*!
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Ripagrande 12
Ferrara
44121